Il Piano urbano della natura si afferma come nuovo strumento strategico europeo per integrare la biodiversità nella pianificazione urbana e rafforzare la resilienza climatica delle città.
Richiamato dalla Commissione Europea e dal Regolamento sul ripristino della natura, il piano rappresenta un’evoluzione del tradizionale Piano del verde, introducendo un approccio più ampio e orientato alla tutela e all’incremento della biodiversità urbana.
L’Unione Europea prevede che entro il 2030 tutte le città con oltre 20.000 abitanti adottino questo strumento, includendo azioni concrete come lo sviluppo di infrastrutture verdi e blu, la rinaturalizzazione degli spazi urbani e il miglioramento della connettività ecologica.
In Italia il quadro è ancora in evoluzione: solo una parte dei capoluoghi dispone di strumenti dedicati, ma il numero è in crescita. La varietà ecologica del territorio richiede inoltre piani adattati alle specificità locali.
In questo contesto si inseriscono le linee guida sviluppate nell’ambito del National Biodiversity Future Center (NBFC), che offrono a amministrazioni e progettisti indicazioni operative e buone pratiche per la definizione dei Piani urbani della natura, contribuendo a supportare la transizione ecologica delle città italiane.
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